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LUOGO:
Isola di Pasqua (Easter Island, Rapa Nui), Cile LEGGENDA: La leggenda narra di due antiche razze che abitavano l'isola: il popolo dalle "Lunghe Orecchie" e quello dalle "Corte Orecchie". Questi ultimi erano schiavi dei primi, finchè, in un giorno imprecisato, collocato fra il 1680 e il 1784, i servi si ribellarono. Il motivo di tutto ciò fu, con molta probabilità, il cannibalismo; il cibo, infatti, cominciò a scarseggiare e, per ovviare a tale mancanza, venivano sacrificati gli schiavi. La guerra tribale che ne seguì vide lo sterminio del popolo dalle "Lunghe Orecchie". Anche le case sono caratteristiche: ricordano molto una barca rovesciata, in quanto scavate fino ad una profondità di due metri, in modo tale che chi voleva entrare doveva farlo carponi, esponendo la testa agli occupanti dell'abitazione. La scultura di Rapa Nui può essere suddivisa in tre fasi: la prima ha inizio intorno al 300 d.C., quando l'architettura era caratterizzata dai sacri Ahu, gli osservatori solari; la seconda comincia intorno al 1100, quando apparvero i Moai; la terza, infine, parte dal 1500, quando la produzione di Moai s'interrompe improvvisamente, lasciando spazio al culto del Dio Uccello, lo stesso culto che si ritrova anche nelle antiche popolazioni mediorientali, arabiche, celtiche, e nordafricane. Solo una coincidenza? Ciò che fa riflettere è che nel dipinto risalente alla spedizione di La Perouse, gli indigeni sono rappresentati con tratti somatici europei. Secondo l'archeologia ufficiale, le imponenti statue vennero costruite con utensili di pietra, ma ciò non spiega perchè circa 400 Moai siano ancora intrappolati nelle pareti del cratere vulcanico dove venivano realizzati, come se i loro creatori avessero dovuto abbandonare d'un tratto il proprio lavoro. Molte ipotesi sono nate per spiegare il metodo usato dagli abitanti per trasportare e sollevare le statue, ma tutte hanno come elemento portante il legno, che sarebbe stato impiegato per far scivolare le "teste" sul terreno. Il problema principale, infatti, è la non assoluta certezza della presenza di alberi sull'isola a quel tempo, e senza legno non vi era, apparentemente, modo di trasportare i Moai. Analisi effettuate sui sedimenti hanno scoperto come, a partire dall'anno 900, sia presente una gran quantità di legno bruciato, mentre nei sedimenti successivi al 1400 non vi sono quasi più tracce di alberi, come se una forestra sub-tropicale fosse scomparsa nel nulla. Alcuni si sono spinti ad immaginare gli elefanti come forza motrice, ma nessun resto di questo animale è mai stato trovato sull'isola, altri hanno addirittura chiamato in causa misteriose forze elettromagnetiche e antigravitazionali o, ancora, esseri extraterrestri. Ma, forse, la spiegazione più plausibile risiede in un antico continente scomparso, la cui presenza è stata ritrovata nei miti di tutte le civiltà del passato. Le leggende narrate dagli indigeni spingono alcuni studiosi a pensare che l'Isola di Pasqua potrebbe essere ciò che rimane di Atlantide, la terra inabissatasi migliaia d'anni fa, e che i Moai siano la rappresentazione dei suoi antichi abitanti.
I FATTI:
I Moai sono statue che si trovano sull'Isola di Pasqua. Nella
maggior parte dei casi si tratta di statue monolitiche, cioè
ricavate e scavate da un unico blocco di tufo vulcanico; alcune
possiedono sulla testa un tozzo cilindro (pukau) ricavato da un
altro tipo di tufo di colore rossastro, interpretato come un
copricapo oppure come l'acconciatura un tempo diffusa tra i maschi. BIBLIOGRAFIA: Rediscovering Easter Island, di Kathy Pelta, Copyright 2001 Lerner Publications Company, North Minneapolis, USA
(fonte: wikipedia) |
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