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Scheletri decapitati chiave del mistero per storia del Pacifico [02 nov 07 13:15]
CANBERRA (Reuters) - Un sito archeologico di 3.000 anni fa a Vanuatu, che contiene 60 scheletri decapitati e teschi in vasi, sta contribuendo a risolvere il mistero sulla colonizzazione nel Pacifico ed i primi polinesiani, secondo quanto annunciato dagli archeologi.

I resti hanno permesso infatti agli scienziati di ricostruire le abitudini di vita della popolazione Lapita, che si insediò a Vanuatu, in Nuova Caledonia, nelle Figi, a Tonga e Samoa dalle isole della Melanesia.

"Avevamo trovato i reperti archeologici, ma sinora nella storia non comparivano le persone", ha detto a Reuters Stuart Bedford, dell'Australian National University.

I resti sono stati trovati nel 2003 in uno scavo archeologico sull'isola di Efate Island, nella piccola nazione del Pacifico di Vanuatu, in un cimitero usato dalla popolazione Lapita all'epoca dell'Egitto dei faraoni.

Si crede che i Lapita siano antichi polinesiani, spostatisi a est da Papua Nuova Guinea e dalle Isole Salomone attraverso migliaia di miglia di oceano, portando con loro piante e animali.

Il sito funebre di Teouma, sulla costa meridionale di Efate, è stato il primo scoperto dai bulldozer che stavano scavando per realizzare un allevamento di gamberi ed ha visto al lavoro scienziati di Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia.

Gli scheletri sono stati sepolti con vasellame decorato, alcuni deposti con cura in tombe rivolte a sud, ed in caso tre teschi erano deposti sul petto del defunto, hanno scritto i ricercatori in un articolo di questo mese sulla rivista American Antiquity.

Nessuno dei resti ha il teschio ancora al suo posto e le teste potrebbero esser state rimosse dopo la sepoltura, dicono i ricercatori, col raggruppamento di tre teschi probabilmente dovuto a significati magici che gli isolani attribuivano a tale numero.

Bedford ha detto che l'analisi chimica dei loro denti ha svelato informazioni vitali su origini, diete e pratiche funerarie dei Lapita.

Almeno 4 dei 60 erano emigrati da lontane località costiere, forse addirittura dal sudest asiatico.

"Anche se avevano viaggiato per lunghe distanze in mare, erano ciononostante agricoltori quanto pescatori", ha detto Alex Bentley, della Durham University, che ha guidato il gruppo.

FONTE:reuters.it




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