Forse tra pochi giorni, o tra poche ore, sapremo qualcosa di più e verrà finalmente svelato il mistero dei due scheletri abbracciati, ritrovati il 5 febbraio scorso a Mantova e risalenti al Neolitico, circa 6.000 anni fa.
La foto dei due scheletri abbracciati, immediatamente ribattezzati Gli Amanti, fece giustamente il giro del mondo, suscitando curiosità e interesse, non solo tra gli archeologi.
Chi erano quelle due persone ? Perchè morirono (o furono sepolti) in quella posizione, abbracciati, quasi avvinghiati l'uno all'altro ? Cosa causò esattamente la morte ?
Il ritrovamento era avvenuto quasi per caso nelle nebbie della campagna di San Giorgio, alle porte della città ducale, durante lavori di bonifica archeologica sui resti di una immensa villa rustica romana del I secolo dopo Cristo, in corso da due mesi.
Un rinvenimento che ha proiettato di colpo nella preistoria l'équipe di dieci specialisti della Sap , (Società archeologica professionale) che sotto la supervisione della sovrintendente all'Archeologia della Lombardia per Mantova, Elena Menotti, lavorano nel sito di Valdaro.
I resti umani (in tutto sei sepolture) sono stati in questi mesi sottoposti ad analisi molto accurate dall'equipe dei Musei Civici di Como diretta da Lanfredo Castelletti, e dagli specialisti del laboratorio di paleontologia.
Sapremo proprio in questi giorni se verrà confermata l'ipotesi iniziale e cioè che si tratti di individui di sesso diverso, un uomo e di una donna giovanissimi (i denti li hanno tutti e perfetti).
Gli esperti comaschi hanno compiuto esami approfonditi anche sulle ossa e sul corredo funebre, costituito da punte di freccia e lame di selce, sul terreno e su ciò che si celava al di sotto della zolla.
Riferiremo presto, speriamo, i risultati di questo affascinante studio.
FONTE:ilsole24ore.com
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