Astronauta di Palenque
Mappa del Creatore
Manoscritto di Voynich
Pietre di Ica
Piri Reis
Sfere metalliche di Klerksdorp
Statuette di Acambaro
Teschi di cristallo
Tubi metallici di Saint-Jean de Livet
Uomini pietrificati di San Severo
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Oggetti anacronistici OOPArt è un termine che deriva dall'acronimo inglese Out of Place Artifacts (reperti o manufatti fuori posto), coniato dal naturalista americano Ivan Sanderson per dare un nome ad una categoria di oggetti di difficile collocazione storica. Essi sono tutti quei reperti archeologici o paleontologici che, secondo le comuni convinzioni riguardo al passato, si suppone non siano potuti esistere nell'epoca a cui afferiscono le datazioni iniziali.
Da questi ritrovamenti è nato il filone dell'archeologia misteriosa, in quanto la maggioranza degli scienziati non li ha mai ritenuti come "fuori dal tempo", cercando di spiegarne l'origine all'interno delle teorie accettate e relegando le altre interpretazioni nella categoria della pseudoscienza.
Oggetti pienamente spiegati come
appartenenti al loro tempo
- La macchina di Anticitera, un meccanismo per il calcolo
astronomico recuperato in un
relitto al largo della
Grecia e risalente all'87
a.C.,
ma che una recente ricerca pubblicata su
Nature fa risalire ancora più indietro, al 100-150 a.C.
Questo confermerebbe che l'antica
Grecia aveva una conoscenza tecnologica maggiore di quanto
finora creduto, ma non in contrasto con le conoscenze generali
su tale civiltà (vedasi la Macchina di Erone).
L'elicottero e il carro armato incisi su di un
bassorilievo nel tempio di
Abydos, rivelatisi un immagine "creata" casualmente dalla
sovrapposizione di due strati di simboli.
- La mappa di Piri Reis (1513),
che secondo alcuni rappresenterebbe l'Antartide
quando ancora non era conosciuta, è ormai largamente accettato
che raffiguri l'America
del Sud, già conosciuta a quei tempi, con un andamento
Nord-Sud
da sinistra a destra invece che dall'alto in basso come di
consueto, per motivi di interessi geopolitici nello sfruttamento
delle colonie.
- la
Colonna di Ferro in
India,
risalente almeno al 423, una colonna in ferro alta 7 metri dal
peso di 6 tonnellate che non è arrugginita nonostante 1600 anni
di esposizione al
clima monsonico, a causa di una "pellicola protettiva"
formatasi come conseguenza dell'uso di materiali con impurità
nel processo di fusione.
- Il modello di
Aliante di Saqqara ritrovato in
Egitto nella tomba di
Pa-di-lmen, risalente al 200. È un oggetto molto leggero,
presenta ali dritte, che sembrano disegnate aerodinamicamente.
Ricostruzioni in scala reale hanno dimostrato che non sarebbe
mai stato in grado di volare e nemmeno di planare.
Si tratterebbe probabilmente di un giocattolo o di una
decorazione riproducenti un uccello stilizzato, una figura
classica dell'iconografia egizia.
- La città sommersa di
Bimini. Negli
anni 1960 dei sommozzatori scoprirono al largo dell'isola di
Bimini una zona apparentemente pavimentata, con colonne
parzialmente abbattute, e si convinsero di aver scoperto
Atlantide o un'altra città perduta. In realtà la
pavimentazione non era altro che una formazione rocciosa di
origine vulcanica simile a quella della
Giant's Causeway irlandese, e i "pilastri" erano comuni
bidoni riempiti di cemento indurito, usati come pesi nel vicino
porto e in seguito scaricati in mare.
- I finti artefatti
vichinghi in Nord America: sull'onda di uno studio sulla
storia scandinava pubblicato nel 1837 dallo storico
Carl Rafn, in cui si affermava che i Vichinghi avessero
colonizzato il nordamerica, iniziò una vera e propria "caccia al
reperto" in tutto il continente. Vennero rinvenute numerose
presunte iscrizioni e relique antiche. Molte di queste
risultarono dei falsi, mentre le restanti non erano altro che
oggetti indiani scambiati per vichinghi. Addirittura, tumuli
indiani furono scambiati per tombe monumentali, indiani sepolti
con i loro averi divennero "vichinghi in armatura"; a
costruzioni note di epoca coloniale vennero attribuite
improbabili origini nordiche. Nessuno degli oggetti descritti
nella lunga lista fatta realizzare dallo studioso risultò vero.
Solo un secolo dopo, in uno scavo a
Terranova, verrà trovata una vera moneta riconducibile a
popolazioni nordiche.
- Le
impronte del fiume Paluxy, Texas: da alcuni interpretate
come impronte umane contemporanee a quelle dei dinosauri, sono
oggi accettate come impronte di dinosauri di vario tipo.
- L'omero di Kanapoi in Kenya,
ritrovato nel 1965 dagli antropologi Bryan Patterson e William W.Howells, datato a
5 milioni di anni fa. Gli scopritori sostennero che apparteneva
ad un uomo di tipo moderno, mentre analisi più approfondite
hanno escluso questa ipotesi e attribuiscono l'omero ad un
ominide precedente.
- Quattro scheletri fossili di Castenedolo,
Brescia, anatomicamente umani, in un formazione del
Pliocene Medio risalente a quattro milioni di anni fa, sono
stati rinvenuto attorno al
1920 dal geologo Giuseppe Regazzoni. Gli scheletri sono poi stati
datati col
radiocarbonio ad un'epoca più recente.
OOPArt e nuove teorie sulla nascita
della civiltà sulla Terra
In base a quelli che da alcuni sono stati documentati come
ritrovamenti OOPart, sono stati sviluppati alcuni modelli teorici
alternativi alla ricostruzione universalmente accettata di alcuni
fatti preistorici.
Teoria dell'alternanza delle civiltà evolute o catastrofista
La Teoria dell'alternanza delle Civiltà Evolute, o Teoria
catastrofista, ipotizza che sulla Terra possono essersi sviluppate
in forme e caratteristiche diverse o analoghe alla nostra, molte
civiltà "tecnologicamente e/o spiritualmente evolute". I sostenitori
di questa teoria pensano che le grandi
estinzioni di massa documentate nella storia terrestre, in
ognuna delle quali si è estinta tra l'83 ed il 95% delle specie
viventi, possano aver distrutto civiltà già evolute.
Teoria degli interventi alieni
La teoria degli interventi alieni ipotizza che la Terra sia
stata visitata e/o colonizzata da una o più razze
extraterrestri, in questo caso estremamente simili a noi, con
tracce individuate in diversi siti geologicamente antichissimi.
Secondo diverse interpretazioni di questa teoria, eventuali alieni
sbarcati sul nostro pianeta, pur senza lasciare tracce avrebbero
potuto comunque influenzare indirettamente gli esseri umani
preistorici, similmente a quanto accadde in tempi moderni col
fenomeno del culto del cargo. |
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